San Vito Lo Capo

IL PAESE DI SAN VITO È NATO ATTORNO ALL'ATTUALE SANTUARIO, CHE E’ STATO RICOSTRUITO PIU’ VOLTE NEI SECOLI. LA PRIMA "FABBRICA", REALIZZATA INTORNO ALL'ANNO 300, È STATA UNA PICCOLA CAPPELLA DEDICATA A SAN VITO MARTIRE, PATRONO DEL PAESE. LA LEGGENDA NARRA CHE IL GIOVANE VITO, PATRIZIO MAZARESE FIGLIO DI UN ALTO FUNZIONARIO DI ROMA, SIA DOVUTO FUGGIRE DALLA SUA CITTÀ NATALE ASSIEME ALLA NUTRICE CRESCENZIA E ALL'ISTITUTORE MODESTO, CHE LO AVEVANO CONVERTITO AL CRISTIANESIMO, PER SOTTRARSI ALLE PERSECUZIONI ORDINATE DA DIOCLEZIANO. INTORNO AL 300 VENNE COSTRUITA LA PRIMA CAPPELLA DEDICATA A VITO. NEI SECOLI LA CAPPELLA SUBÌ DIVERSI INTERVENTI, VENNE INGRANDITA E ABBELLITA. L'ATTUALE SANTUARIO, NACQUE ATTORNO ALLA CHIESA COME "FORTEZZA - ALLOGGIO" PER DARE OSPITALITÀ AI PELLEGRINI, E PER DIFENDERLI DAI BANDITI. TALE REALIZZAZIONE RISALE ALLA FINE DEL 1400, E SI DEVE ALLA FEDE E ALLE FINANZE DEGLI ERICINI. LA TORRE QUADRATA DELLA CHIESA VENNE REALIZZATA CIRCA 150 ANNI DOPO. LA FORTEZZA DISPONEVA DI ELEGANTI ALLOGGI PER I NOBILI E MODESTE STANZE PER LA POVERA GENTE, LA FAMA DELLA CHIESA E DEI MIRACOLI ACCREDITATI AL MARTIRE SAN VITO E ALLA SANTA CRESCENZIA, RICHIAMAVANO SEMPRE PIÙ GENTE ATTORNO AL SANTUARIO, E COSÌ ALL'INIZIO DEL 1700 FURONO COSTRUITE LE PRIME CASE VICINO ALL’ EDIFICIO. E' PROBABILE CHE ALL'INIZIO SI TRATTASSE SOLO DI CAPANNE PER I FEDELI, POI QUALCHE FAMIGLIA DECISE DI FERMARSI, MAGARI PER OFFRIRE VITTO E ALLOGGIO AI PELLEGRINI, RICEVENDO UN COMPENSO. DOVEVA PASSARE ANCORA QUASI UN SECOLO PERCHÉ SAN VITO E LE SUE CONTRADE DIVENTASSERO NUCLEI ABITATI. IN SEGUITO DEI GIURATI ERICINI HANNO DIVISO IL TERRITORIO IN TRE FRAZIONI: SAN VITO, MACARI, CASTELLUZZO CHE DIVENNERO BORGHI ABITATI. PER 160 ANNI CIRCA IL COMUNE DI ERICE AMMINISTRÒ IL TERRITORIO DI SAN VITO, PROMOSSO A "SOTTO COMUNE”; MENTRE NEL '52 LA LEGGE REGIONALE ELEVÒ SAN VITO A COMUNE AUTONOMO, ASSEGNANDOGLI LE FRAZIONI DI MACARI E CASTELLUZZO.